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Zanzara Mannara - Atto Finale

Ed ecco siamo giunti alla fine del SEO contest zanzara mannara

Classifica Finale

Ecco la classifica di Google sul DC scelto per il nostro SEO Contest: serp zanzara mannara

1 - zanzaramannara.org
2 - zanzaramannara.net
3 - zanzaramannara.com
4 - zanzara-mannara.blogspot.com
5 - zanzaramannara.toolseo.net
6 - fattori.arcani.org/zanzara-mannara.php
7 - zanzara-mannara.alancurtis.it
8 - forum.punto-web.net/seo-contest-zanzara-mannara-t-899.html
9 - zanzaramannara.altervista.org
10 - zanzaramannara.blogspot.com

Premi

Il sito zanzaramannara.org primo classificato vince un link a scelta su bastardofuori.altervista.org per sempre
Il sito zanzaramannara.net secondo classificato vince un link a scelta su giuseppeiemma.altervista.org/altro/link/index.php per sempre
Il sito zanzaramannara.com terzo classificato vince un link a scelta su cambiagames.com per sempre

(more…)

mod_rewrite sulla directory Freeglobes seguite questi semplici passaggi.

Andate nel vostro pannello di amministrazione della directory, poi plugins ed infine URL rewrite, cliccate su enable.

Quando ritornerete nella home della directory avrete tutti i link cambiati col finale che finisce .html, ci cliccate sopra e vi darà sicuramente un errore 404.

Non spaventatevi, nulla di grave!

Dovete semplicemente editare il file .htaccess, quindi:

aprite il file .htaccess (che risulterà vuoto) presente nella cartella della directory che avete sul vostro PC e andate ad inserire il seguente codice:

RewriteEngine on
RewriteBase /directory

RewriteRule ^(.*)-f-([0-9]*)-([0-9]*).html$ feed.php?feedid=$2&linkid=$3 [L]
RewriteRule ^(.*)-s-([0-9]*).html$ single.php?id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-t-([0-9]*).html$ tag.php?name=$1&id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-c-([0-9]*).html$ index.php?name=$1&dir=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-k-([0-9]*).html$ index.php?do=keywords&words=$1&id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-c-([0-9]*)-p-([0-9]*).html$ index.php?name=$1&dir=$2&start=$3 [L]
RewriteRule ^top-rank([0-9]{1,2}).html$ index.php?do=top-rank&pr=$1 [L]
RewriteRule ^(([a-z]|-)*).html$ index.php?do=$1 [L]

Fatto ciò, salvate il file e uploadatelo nella root della directory.

Un altro modo per editare l’.htaccess è questo: andate nel pannello di controllo del vostro sito su AV, gestione file, root dove avete messo i file della directory, il primo file che vi troverete è l’.htaccess, cliccate sull’immagine che rappresenta degli ingranaggi ed entrate nel file per editarlo.

Qui troverete un file non vuoto e che presenterà questo codice:

RewriteEngine on

RewriteRule ^(.*)-f-([0-9]*)-([0-9]*).html$ feed.php?feedid=$2&linkid=$3 [L]
RewriteRule ^(.*)-s-([0-9]*).html$ single.php?id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-t-([0-9]*).html$ tag.php?name=$1&id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-c-([0-9]*).html$ index.php?name=$1&dir=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-k-([0-9]*).html$ index.php?do=keywords&words=$1&id=$2 [L]
RewriteRule ^(.*)-c-([0-9]*)-p-([0-9]*).html$ index.php?name=$1&dir=$2&start=$3 [L]
RewriteRule ^top-rank([0-9]{1,2}).html$ index.php?do=top-rank&pr=$1 [L]
RewriteRule ^(([a-z]|-)*).html$ index.php?do=$1 [L]

a questo codice dovrete aggiungere sotto RewriteEngine on il RewriteBase /directory: il risultato sarà uguale.

Un’ultima cosa. Quando inserite il RewriteBase /directory, quest’ultima parola e cioè directory è il nome della root dove avete i file della stessa, quindi se il nome della root è diverso dovete cambiarlo con quello che utilizzate voi, altrimenti vi continuerà a dare errore 404.
A questo punto la vostra directory è pronta per essere indicizzata al meglio dai motori di ricerca.

Ciao!!!

Quella che segue è una mia traduzione di una presentazione PowerPoint di Matt Cutts, ingegnere software di Google, presentata al Wordcamp del 21/07/2007. Questa presentazione è stata pensata principalmente per Wordpress, ma i consigli (a parte quelli degli ultimi paragrafi), possono ritenersi validi anche per altre piattaforme di blogging.

Buona lettura!

1. MISCREDENZE

Google odia alcuni siti?

Il caso:
http://www.alexchiu.com/spread.htm
http://alexchiu.com/eternallife/

Il riscontro:
http://www.mattcutts.com/blog/avoid-keyword-stuffing/

2. PLUGIN UTILIZZATI

- Akismet
- Protezione matematica da spam sui commenti
- Google Analytics
- sostituzione nei feed di FeedBurner
- Democracy (sondaggi)
- SEO Title
- WP cache (con riserva)

3. PLUGIN IN CONSIDERAZIONE
- Brian’s Threaded Comments
- Karma sui commenti (è un sistema di valutazione collettiva, vedi ad esempio i commenti in http://www.tvblog.it/)
- evidenziazione dell’autore
- redirezione WWW
- redirezione con permalink
- entrate correlate
(more…)

Penalizzazioni e ban di GoogleLeggendo svariati post e blog che parlano di SEO e Web marketing, non ho fatto a meno di notare che molti utenti e webmaster, non hanno ben chiara la differenza fra sito bannato e sito penalizzato. Inoltre da un po’ di tempo, un calo nelle Serp (risultati delle ricerche), viene immediatamente associato ad una penalizzazione: non è così e questo post spero delinei al meglio i due significati e come capire se il proprio sito è penalizzato o bannato.

Differenza fra penalizzazione e ban di un sito

PENALIZZAZIONE: il sito internet è presente almeno con una pagina all’interno degli indici di Google, ma viene “retrocesso” di posizioni all’interno delle SERP in cui prima appariva nei primi risultati (prime 2 pagine). In questi termini, vi sono varie forme di penalizzazione (-30 penality, -950 penality, etc.) e, solitamente, la maggior parte delle penalizzazioni sono scovate al 70% grazie agli algoritmi anti-spam e viene risolta (tolta) altrettanto frequentemente con modalità algoritmiche.

Solitamente le penalizzazioni avvengono quando si utilizzano tecniche spam (poco invasive e massicce) per falsare i risultati in SERP.

BAN: il sito viene completamente escluso dagli indici di Google (non è in alcun modo indicizzato, anche per ricerche contenenti il nome del dominio). Questa esclusione dagli indici avviene, più o meno, al 40% in modo algoritmico, ma più frequentemente è un’operazione manuale dovuta a segnalazioni che giungono ai quality rater che studiano i siti presenti fra i risultati di ricerca. Un sito può essere bannato per svariate motivazioni, elenco solo quelle più frequenti:

  • Utilizzo di tecniche SPAM avanzate (cloaking, doorways page, etc.)
  • Backlink ad un sito Bannato (se il sito linka un sito già bannato, è probabile il ban ricada anche sul sito contenente il link)
  • Creazione di un network SPAMOra che abbiamo definito meglio i significati di penalizzazione e ban, vediamo come scoprire se un sito è vittima di queste due operazioni anti-spam eseguite da Google.Come capire se un sito è penalizzatoPersonalmente, per valutare la penalizzazione di un sito, procedo in questo modo:1) effettuare una query (ricerca) in Google per il domionio (ad esclusione del “http://www.”) ad esempio per: “nomesito.it”. Se il sito non è presente nelle prime 5 posizioni, ci sono buone possibilità che il sito sia vittima di una penalizzazione;2) per avere maggiori certezze, ripetere la query anche per il dominio con il “www.” ad esempio per: “www.nomesito.it” e si traggono le stesse conclusioni del punto precedente;3) infine, per la prova del 9, basta ricercare anche il nome del dominio (sempre senza “http://www.”) più una parola chiave principale per la quale il sito è ottimizzato, ad esempio: “nomesito.it keyword principale”. Se il sito si presenta ancora in posizioni inferiori rispetto alle prime 5, la penalizzazione è “quasi” certa (quasi perchè om condizioni particolari, tipo di fluttuazioni sinusoidali delle serp di Google, può darsi che il sito internet non sia veramente penalizzato ma solo in una particolare fase di analisi da parte di Google).Come capire se un sito è Bannato

    Sempre in modo personale, io utilizzo queste semplici tecniche per valutare se un sito è stato bannato da Google:

    1) soluzione più semplice ed immediata: effettuare una ricerca col comando “site:” + il nome di dominio, ad esempio “site:www.nomesito.it”. Se non vi sono risultati trovati, allora la probabilità che il sito sia bannato è molto alta. Attenzione però, questo potrebbe anche solamente significare che il sito non è stato ancora indicizzato.

    2) iscrivendo il sito al Webmastertool di Google, nell’homepage relativo al sito internet (dopo la verifica) è possibile vedere alcune indicazioni da parte del crawler di Google che indica chiaramente la motivazione del perchè il sito non sia presente negli indici (ricorda che dal web master tool è possibile anche richiedere la reinclusione di un sito bannato).

    Spero davvero di aver fatto chiarezza a tutti i webmaster ed appassionati che controllano periodicamente le SERP ed i risultati dei propri siti internet in funzione del ranking raggiunto su Google.

    Fonte: Marketing sui motori di ricerca

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    Articolo a cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl - Marketing online
    Article Source:F-articles.com - free articles directory

  • Vediamo di cogliere i punti fondamentali di questa interessante analsi, sulle supposizioni ed esperienze in merito di posizionamento nel motore di ricerca più popolare al mondo: Google.I partecipanti al sondaggio, sono stati invitati ad attribuire un punteggio (da 0 a 5) ad ogni fattore preso in analisi: ecco il responso in ordine decrescente d’importanza (va ad ogni modo sottolineato il fatto che si tratta d’ipotesi prettamente soggettive, infatti si reputa che Google consideri più di 200 fattori per il calcolo del ranking dei siti nei propri risultati delle ricerche - dette SERP).

    CARATTERISTICHE POSITIVE AL POSIZIONAMENTO

    a) Posizione della parola chiave

  • 4.9 - Parola chiave nel titolo della pagina
    Inserire la keywords nel tag title della pagina risulta fondamentale ed acquista maggior rilevanza se resta invariato nel tempo
  • 3.7 - Utilizzare la parola chiave nel corpo del documento
  • 3.4 - Relazione fra i il contenuto della pagina e le parole chiave
    In effetti, è impensabile di promuovere una parola chiave che centra poco o nulla con il contenuto ed il contesto della pagina.
  • 3.4 - Parola chiave nel tag H1
    Inserire la keyword nell’intestazione della pagina sembra aiutare il posizionamento.
  • 3.0 - Parola chiave nel nome di dominio
    A mio avviso, la valutazione è corretta, ma non per una proprietà migliorativa diretta di questo attributo, al contrario i benefici sono indiretti e legati alle anchor text dei backlink (se ne parla nei punti successivi)
  • 2.8 - Parola chiave nel nome della pagina
    Ad esempio www.miosito.com/parola-chiave.html, anche questo può portare ad un miglioramento del ranking
  • 2.8 - Parola chiave nel tag H2,H3,Hx

    Avere le proprie keywords fra questi tag di intestazione migliora la tematizzazione della pagina e di conseguenza la posizione nelle SERP

  • 2.5 - Parola chiave nel tag alt delle immagini
    Oltre ad essere un buon aiuto SEO è anche utilissimo per gli utenti del sito ed è sinonimo di usabilità
  • 2.4 - Parola chiave nel tag Bold e/o Strong
    Evidenziare le keyword con i relativi tag per i grassetti (”B” e “STRONG”)
  • 2.1 - Parola chiave nel metatag description
    Utilizzare la keyword nell’apposito metatag sembra non incidere sul posizionamento ma risultata di fondamentale importanza per aumentare la percentuale di click sul link del sito (aumento CTR%)
  • 1.2 - Parola chiave nel metatag keywords
    Questo tag, è ormai obsoleto e non più preso in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca<em>b) Caratteristiche della pagina
  • 4.1 - Organizzare la struttura dei link in modo tale che la pagina principale riceva molti link interni
  • 3.5 - Qualità degli outbound links
    Calcolata in funzione della popolarità e del settore d’appartenenza della pagina, si basa sul principio del: se parli di un argomento nel dettaglio, nomini anche le fonti più attendibili per gli approfondimenti. Di conseguenza il documento acquista d’importanza e quindi migliori posizionamenti.
  • 3.4 - Età del documento
  • 3.2 - Quantità di testo indicizzabile dallo spider
    Cioè quanto testo è “pulito” e facilmente recuperabile dallo spider. Un esempio contrario possono essere i siti realizzati con tecnologia Flash
  • 3.0 - Qualità dei contenuti in misura algoritmica
    Ci si riferisce al valore semantico del documento, ciò significa che il testo deve avere un filo logico di redazione ed esprimere un significato
  • 2.8 - Organizzazione dei contenuti (secondo schemi prestabiliti, tipo “stile giornalistico”)
  • 2.4 - Frequenza di aggiornamento delle pagine
  • 1.9 - Numero di slashes presenti nella URL (per definire le varie sezioni della pagina)
  • 1.8 - Correttezza grammaticale e nel lessico
  • 1.4 - Validazione del codice HTML (W3C Standard)c) Caratteristiche del dominio
  • 4.5 - Livello globale di popolarità del sito
    Calcolata in funzione della linkpopularity generale
  • 4.5 - Livello globale di popolarità del sito
    Calcolata in funzione della linkpopularity generale
  • 4.0 - Anzianità del sito internet
  • 3.9 - Contestualità dei backlink
    Ricevere link da siti che trattano gli stessi temi o affini a quello del sito
  • 3.9 - Backlink da comunità a tema
  • 3.5 - Livello di crescita nel tempo dei backlink
  • 3.2 - Attinenza del contenuto intero del sito con la ricerca effettuata
  • 2.7 - Performace del sito: CTR, visite dirette, visite da preferiti, etc.
    Difatti si presume che Google riesca a tener traccia di queste importantissime informazioni e che le utilizzi per determinare il ranking
  • 2.6 - Attribuzione manuale di autorità al sito da parte di tecnici Google
  • 2.5 - Estensione del sito (.it, .com, .org, etc.)
  • 2.5 - Livello di crescita nel tempo delle pagine del sito
  • 2.0 - Numero di ricerche dirette per brand e/o nome sito
  • 1.4 - Verifica del dominio con lo strumento webmastertool di Google</strong><strong><em>d) 4. Caratteristiche dei backlink in entrata
  • 4.4 - Parola chiave nell’anchor text del link
    Questo significa di ricevere link al sito con la parola chiave come testo linkato.
  • 3.6 - Quantità dei backlink

    Numero totale dei link in entrata al sito.

  • 3.5 - Qualità dei backlink
    Ricevuti da siti attinenti ed a tema con gli argomenti del sito.
  • 3.5 - Quantità dei backlink da comunity a tema
  • 3.1 - Anzianità dei link
  • 3.1 - Testo attorno ai backlink
    Difatti Google per attribuire il valore di un backlink riesce ad analizzare anche le parole che contornano il link in modo da capire se si tratta di un link a tema oppure un collegamento sporadico.
  • 2.9 - Quantità dei backlink semplici (solo nome dominio come anchor text)
  • 2.5 - Estensione dei siti linkanti (.it, .com, etc.)
  • 2.5 - Pagerank delle pagine linkanti (misurato con la toolbar di Google)
  • 2.5 - Livello di volatilità di ricezione ed eliminazione dei backlink
    CARATTERISTICHE NEGATIVE PER IL POSIZIONAMENTO
  • 3.8 - Tempo di down del server dove risiede il sito
  • 3.6 - Contenuti similari o duplicati ad altri già presenti negli indici
  • 3.5 - Link in uscita di bassa qualità e/o a siti SPAM
  • 3.3 - Titoli di pagina e metatag duplicati per molte pagine del sito
  • 3.3 - Partecipazione a linkfarm e/o attività di vendita links
  • 3.3 - Utilizzo di tecniche Spamming (Stuffing, testo nascosto, etc.)
  • 2.8 - Tempi lenti di risposta del server
  • 2.2 - Link in entrata da siti SPAM (Spam Engine, domini banati, etc.)
  • 2.1 - Basso livello di visitatori sul sito (misurati tramite la toolbar, clicks sulle serp, etc.)Questo il risultato del questionario a 37 esperti SEO Americani, con l’aggiunta di qualche riflessione personale.La presente lista, è un ottimo punto di partenza da tenere in evidenza ogni qualvolta si debba intervenire sull’ottimizzazione e la promozione di siti internet nei motori di ricerca (in modo particolare su Google).In ogni caso, vista la segretezza di molti parametri e fattori presi in considerazione per il calcolo del ranking, il modo migliore è sperimentare, migliorarsi in base ai risultati ed esperienze conseguite.Fonte Prima Pubblicazione: Articoli SEO e Web Marketing
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    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl - Agenzia web Marketing
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    Sempre più spesso mi capita di sentire e vedere webmaster che utilizzano i meta tag in modo scorretto, almeno non ottimizzato per i motori di ricerca, soprattutto per Google. Inoltre, negli ultimi tempi, si è diffusa la “simpatica” pratica di inventare (letteralmente) appositi metatag che dovrebbero incrementare le performance del sito in termini di posizionamento nelle ricerche.

    Spero con questo post, di fare chiarezza, ma soprattuto far evitare “errori gravi” a chi sviluppa pagine web utilizzando meta tag a volte in modo estremamente scorretto per gli spider dei search engine.La dichiarazione</strong>I meta tag vengono elencati nell’head della pagina web, quindi devono essere esclusivamente compresi fra i tag e
    La sintassi correttà è questa:
    Meta tag disponibili e scopi (approvati dal W3C)

    Prima di elecare i tag, tengo a precisare che le caratteristiche riportate di seguito sono gli utilizzi effettivi per i quali questi meta tag sono stati creati, ma non significa che i motori di ricerca ne tengano conto, proprio come vedremo più avanti.

    1) “Description” - Serve per dare una breve descrizione della pagina. La sua lunghezza massima è di 1024 caratteri (comunque si consiglia di usarne al massimo 100-120). Può essere costituito da due frasi, ma deve sempre terminare con il punto (es.
    content=”Seomarketingnews, il blog dedicato al SEO ed al web marketing.”> )

    2) “Keywords” - Serve per indicare le parole chiave relative al contenuto della pagina. Anche qui la lunghezza massima è di 1024 caratteri, ma si consiglia di non superare un massimo di 5-6 parole chiavi elencate. Ogni singola keywords dev’essere separata da una virgola ed uno spazio (es. )

    3) “Robots” - Creato per istruire il robot (spider di qualsiasi motore di ricerca) sugli accessi alla pagina web. Infatti può passare al robot 6 differenti istruzioni:
    > “NOINDEX” - lo spider non è autorizzato ad indicizzare la pagina (quindi questa “non dovrebbe” mai comparire fra i risultati delle ricerche)
    > “INDEX” - al contrario del NOINDEX autorizza il robot ad indicizzare il contenuto della pagina nei propri database
    > “NOFOLLOW” - indica allo spider di non seguire e conteggiare ogni link presente all’interno della pagina (es. con l’attributo “NOFOLLOW” se nella pagina A c’è un collegamento alla pagina B, lo spider indicizzerà la pagina A ma non indicizzerà la pagina B e tantomeno conteggerà il backlink ai fini del calcolo del Pagerank)
    > “FOLLOW” - funzione inversa al NOFOLLOW, che autorizza lo spider a conteggiare e visitare tutti i link presenti nella pagina web

    > “ALL” = “INDEX” + “FOLLOW” (indicare ALL è come dire di indicizzare la pagina e seguire i link in essa contenuti)
    > “NONE” = “NOINDEX” + “NOFOLLOW” (contrario della precedente soluzione)
    > “NOODP” - impedisce ai motori di ricerca di utilizzare l’eventuale descrizione di DMOZ (ODP) nei risultati delle ricerche. La sintassi corretta è questa:
    I parametri passati, dovranno essere separati da una virgola e da uno spazio (es. )

    4) “Generator” - Indica il programma/software che ha generato la pagina web. Può avere una lunghezza massima di 1024 ma si consiglia di non superare i 100 caratteri (es. META NAME=”generator” content=”Dreamweaver 2.0″> )

    5) “Author” - Serve per evidenziare l’autore della pagina ed eventualmente i suoi contatti. Anch’esso può essere lungo fino a 1024 ma meglio porsi il limite di 100 caratteri. (es. )

    6) Meta “HTTP-EQUIV” - identifica alcuni parametri che servono al browser per una corretta lettura della pagina oppure per altre funzioni particolari. Nel dettaglio, gli attributi sono:
    > “Content-Type” - Indica la codifica della pagina o la tavola dei caratteri utilizzata. La sintassi corretta è questa:

    > “Refresh” - Utilizzato per reindirizzare in modo automatico, dopo tot secondi, l’utente su un’altra pagina web. Un esempio concreto potrebbe essere questo: dove, nella dichiarazione del contenuto, la prima parte numerica indica i secondi di attesa per il reindirizzamento automatico (in questo caso 5 secondi) mentre il parametro URL= serve per indicare la nuova pagina di destinazione.
    > “Expires” - Indica la data di validità della pagina web (es. )

    Questi sono tutti i metatag disponibili oggi per i webmaster, non e esistono altri tipo: “keypharase”, “Google”, “prayer”… alcuni moto divertenti ma che non offrono nulla di più alla pagina, visto che non vengono interpretati dai robots.

    Ottimizzazione dei Meta tag

    Allora, inziamo ad eliminare tutti meta superflui, perchè non più considerati oppure inutili e ritenuti ovvi agli occhi degli spider:

    METATAG INUTILI:

    - Keywords: infatti, ormai da un bel po’ di tempo, viene completamente ignorato da “quasi” tutti i motori di ricerca. Anzi, per Google, la presenza massiccia di parole chiave all’interno di questo meta potrebbe far scattare un campanello dall’arme per sovraottimizzazione (per altro inutile).

    - Robots: i pareri su questo meta sono discordanti, comunque a mio avviso risulta essere un meta inutile perchè le funzioni “INDEX, FOLLOW e ALL” sono sotto intese, visto che lo spider è nato allo scopo di indicizzare pagine e seguirne i link. Per gli altri attributi invece, lo stesso Google, consiglia di utilizzare il file robots.txt per bloccare lo spider su determinate pagine e di adottare l’attributo “NOFOLLOW” nei link che non si desidera far seguire al robot (proprio come succede nei commenti dei blog). ECCEZIONE: l’attributo “NOODP” che a volte risulta strategico mettere per aver maggiori click sui propri link (vedi Ottimizzazione del meta tag Description).

    - Generator: difatti non serve a nulla ai fini del motore di ricerca ed anche il suo valore per l’utenza è relativamente scarso

    - Author: vedi quanto detto per Generator, se si vuole “proteggere” i propri contenuti con copyright meglio scrivere le referenze nel footer di ogni pagina

    OTTIMIZZAZIONE DEI RESTANTI METATAG

    - “Description” - Questo meta, ai fini del posizionamento non è considerato dai motori di ricerca, comunque la sua ottimizzazione è importante per due aspetti: il primo è lato utente, cioè se all’interno della descrizione mettiamo le parole chiave per le quali intendiamo posizionare il sito, Google visualizzerà nei risultati porzioni del tag description contenenti per l’appunto le keywords. Il secondo invece, è lato motore, difatti differenziare per ogni singola pagina web il meta description agevola ed evita alla pagina di finire fra i risultati omessi per pagine “similari”.

    Quindi, il consigli è quello di diversificare sempre ogni meta description che verrà costruito in modo tale da contenere le parole chiave scelte per quella pagina ma contestualizzate in una frase di 2-3 righe (100-150 caratteri) con un senso logico e descrittivo. Come anticipato prima, è fondamentale a tal fine, inibire la descrizione di ODP con l’apposito meta tag “Robots” attributo “NOODP”.

    - I meta “Content-Type” e “Expires” sono a completa discrezione del web master, non sono fondamentali ma se vengono indicati non generano alcun danno

    - “refresh” - Questo meta è molto importante ed altrettanto “pericoloso”. Infatti, fino a poco tempo fa, l’utilizzo di questo tag era considerato SPAM da Google & Co. perchè utilizzato principalmente nelle Doorways generate dagli spammer che passavano un determinato codice agli spider, mentre reindirizzavano l’utente sulla pagina ottimale. Ora, invece, viene considerato SPAM solamente nel caso in cui il tempo sia impostato con un valore superiore allo “0″ (zero) e la pagina sia ricca di contenuti.

    In questi termini, al contrario, il meta refresh utilizzato a Zero secondi su una pagina completamente priva di contenuti viene considerato “al pari” di un redirect 301 (permanente) lato server. Questa tecnica viene chiamata “redirect dei poveri” ed è molto utile quando le pagine sono hostate su server Windows dove non è possibile fare un redirect 301 lato server tramite il file .htaccess.
    Quindi, l’<strong>unico modo “sicuro” per utilizzare questo meta è realizzare una pagina che contenga solamente questo codice:

    Con questo, spero proprio di aver chiarito alcuni aspetti dei metatag ancora poco chiari, a volte proprio a causa di SEO con uno spiccato spirito umoristico. :)

    Article Source: ArticlesMaker.com

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    Articolo a cura di Michele De Capitani di Prima Posizione Srl

    Fonte: Google, ottimizzazione del sito: i Meta Tag

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